Padre ti affido il mio essere madre.
Ti dono ciò che ho tra le mani, la mia rabbia ferita che è il mio scudo, il mio super potere nel mondo, la mia forza e la mia fragilità, la mia continua insoddisfazione, il motore della mia ricerca , il mio oscillare interiore in un perenne movimento conflittuale tra la tenacia di e la paura di sprofondare in me.
Ti regalo ciò che è stata la mia acqua, il mio cibo, il mio carburante, la mia illusione di ciò che è giusto e ciò che è bene.
Ti offro la mia pelle, e come un instancabile ricercatore percorro altre vie per trovare acqua nuova, pane vivo, energia portatrice di intrecci vividi e fluenti.
Cerco il cuore umile di una donna, di una madre che desidera il bene vivo, cerco te che sei mio Padre e mia Madre. Ripongo l’umano sentire .
Ti affido la figlia che mi hai posto nel ventre, illumina il cammino di una donna nuova.
Françisca

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