Alle donne che sbagliano, indelicate, imprecise, inattente.
Alle donne rabbiose che non conoscono gradualità o apparente riflessione, che chiacchierano giudicano ed hanno paura.
Alle donne che si fanno del male, poi si rialzano e cercano il bene, che cantano, danzano, amano, amano fino in fondo, dritto negli occhi con grinta.
Alle donne che credono, soffrono, gridano, urlano, lottano, che perdono e poi di nuovo si rimettono in piedi e riprendono mattone dopo mattone, pietra dopo pietra a costruire .
Alle donne che hanno una fede ad intermittenza, a me stessa.
Alle donne che sentono, che scendono in profondità per necessità e scoprono un senso all’apparente non senso, che si sentono in gabbia, sole, che provano a rispettare il tempo e tutte le sue mille leggi.
A te che cerchi te stessa, la tua libertà, la tua verità, la Tua preghiera, la tua luce.
Françisca
(2002)

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