Nata in un castello dentro mura solide tra bellezza da guardare e poco da vivere . Sguardi chiusi, duri, aridi di vita, di gioia di planimetrie nuove. Pensieri chiusi in idee stalactizate, cristallizzate , pietrificate che non danno respiro, possibilità nuove e ti rimettono e rimettono il loro sguardo su immagini inossidabili del passato che persiste nel presente e nel futuro se non si aprono i vecchi sepolcri.
Martellare, rompere ciò che soffoca schiaccia e con i frammenti di ciò in uno zaino scappare, correre, fuggire , camminare e lentamente con la Grazia di mani aperte e fertili nominare i pezzi rotti le schegge gli angoli e comporre, rileggere il passato e imparare un presente e un futuro nuovo dove la bellezza si può indossare e toccare. Dove la paura, la vergogna, la rabbia il dolore hanno dimora sicura , calda, hanno protezione e possono ballare accanto alla gioia alla tenerezza alla dolcezza. Dove puoi imparare a sciogliere il ghiaccio e scoprire l’inedito dell’altro, dove lo spazio si dilata e non si rattrappisce e implode, ma può moltiplicarsi in un flusso continuo di luci e ombre di dinamica perpetua di vita per scoprire il ritmo del proprio respiro, il passo che desideri avere, lo sguardo con cui scegli di guardare , le mani con le quali dai senso al tuo passato e rilanci il presente.
Françisca


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