Solco
Ho tra le mani il libro della mia storia familiare passata e ora che i miei genitori sono morti vorrei chiudere la porta dei ricordi per non sentire troppo male , ma riesco solo a ripercorrere, come dentro ad un solco, la lunga strada delle esperienze passate.
Cammino e ricammino il solco stretto, mi fermo di fronte al trailer ripetuto di una memoria che cerca e ricerca frammenti.
Vorrei chiudere e andare oltre senza sentire fitte che inaspettatamente arrivano e per un attimo mi manca la terra sotto i piedi, perchè di quella lunga sequenza di ricordi, di quella storia ne faccio parte anche io e quando un tassello familiare muore, muore anche una parte di me.
Questo mi spaventa e mi fa percepire la mia finitezza, poi penso che quel tassello può rifluire in una storia inedita, ma come una bambina vorace di vita io vorrei poter tenere insieme tutto cellule vive e morte.
Mi fermo, rimango, provo a stare nel solco e nel fluire costante dell’acqua e sento cosa accade.
Françisca

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