E mi chiedo in questa vita quotidiana e concreta come lasciarti essere in me oltre ogni teoria, oltre ogni visione personale e collettiva, oltre ogni scienza umana in grado di fornire una risposta al disagio, alle crisi, alle malattie, oltre ogni sostegno e supporto duraturo, istantaneo, oltre ogni farmaco potente o pagliativo efficace, oltre l’umana ragione.
Mi chiedo come posso lasciarti riposare, dormire, mangiare, amare, essere casa e dimora in me. Oltre ogni intelligente visione dell’esistenza e logica efficiente, oltre ogni sarcastica sopravvivenza al male, al vuoto, oltre ogni rabbia che sotterra il dolore e la paura.
Mi chiedo come lasciarti entrare per danzare il si alla vita e la tenera accoglienza al male compiuto e restituito in un movimento costante di grazie e misericordia.
Mi chiedo come posso lasciarmi immergere da Te come acqua leggera e cristallina che mi bagna e che si asciuga in me penetrandomi in tutte le mie parti per portarti con me in ogni mio dove, con ogni mio chi, con me e me, con te sempre in me.
Francisca

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